LIBRI: IODICE

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image_bookCi troviamo a Napoli, alle soglie della Seconda Guerra Mondiale, protagonista è Angela Amato – che poi nel corso del romanzo cambierà identità -, una ragazza cresciuta in un periodo ricco di fermenti culturali, di lotte, di rivendicazioni, che si è vista togliere di mano la sua infanzia, si è vista recidere senza sé e ma i suoi anni più belli.Con fatica riesce a prendersi il diploma di licenza media, subito dopo comincerà a lavorare in una sartoria dove conosce una persona che diventerà di fondamentale importanza, quasi una sua bussola, Teresa, che l’aprirà al mondo, l’inizierà alle bellezze e alle ingiustizie del creato, come le lotte femministe e emancipatorie che le donne sono e si sentono costrette a rivendicare, ingiustamente, come non dovrebbe essere.  Angela sorregge tutte queste ingiustizie, queste stolte differenze, queste idee prive di una concezione ideale fondata e giusta, e come un lumaca si rinchiuderà nel suo guscio, il guscio del rifiuto, dell’anonimato, del perdersi e rifiutare un’identità scomoda. Sposerà un uomo, che poi si rivelerà diverso da come si era immaginata, da cui nascerà Roberta, verso cui dedicherà tutte le sue attenzioni, dopo un divorzio burrascoso. Quello che viene messo in scena successivamente è il rapporto madre/figlia che si vedrà inclinato dalle paure, quelle stesse a cui Angela e poi Nanda sta cercando di sfuggire, per tutta la sua vita, come una corsa continua, folle, impensabile, eppure quel girotondo vorticoso di vite l’hanno posta in questa condizione: l’emarginazione per mano sua. Un bel romanzo, con un linguaggio ricco, anche se a volte risente troppo di un richiamo femminista eccessivo, che ben si evidenzia dalla caratterizzazione dei personaggi: i femminili tutti eroici e largamente positivi, e quelli maschili rivestiti di un cumulo di negatività.