LIBRI: GALBRAITH

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arton66032Londra. L’eccentrico scrittore Owen Quine non si fa vedere da giorni. Non è la prima volta che scompare improvvisamente, ma non è mai stato via così tanto tempo e la moglie ha bisogno di ritrovarlo. Decide così di assumere l’investigatore privato Cormoran Strike per riportare a casa il marito. Ma appena Strike comincia a indagare, appare chiaro che dietro la scomparsa di Quine c’è molto di più di quanto sua moglie sospetti. Lo scrittore se n’è andato portando con sé il manoscritto del suo ultimo romanzo, pieno di ritratti al vetriolo di quasi tutte le persone che conosce, soprattutto di quelle che ruotano attorno al suo mestiere. Se venisse pubblicato, il libro di Quine rovinerebbe molte vite: perciò sono in tanti a voler mettere a tacere lo scrittore… Non mi è piaciuto molto, anche se rispetto al primo mi ha incuriosito di più, perché oltre l’approfondimento delle vite dell’investigatore e della sua segretaria (di una lentezza assurda – ecco perché del mio voto), si tratta un libro che propone temi attuali: come l’editoria, l’autopubblicazione, gli ebook, degli autori che non leggono, e del numero di lettori in deperimento, detto ciò, posso definire questo libro, puro e semplice intrattenimento, e poi, c’è da dire che non si tratta affatto di un giallo, ma di un horror legato più al thriller che al giallo classico (es. i gialli della Christie per citare la maestra). Il senso del titolo: «Bombyx Mori, nome latino del baco da seta, noto per esser bollito vivo nel suo bozzolo per preservare i fili di seta, è il titolo del controverso manoscritto scomparso insieme al suo autore. Una chiara allegoria per raffigurare le relazioni all’interno del mondo editoriale. L’opera è un mix sgradevole di stupro, tortura, necrofilia e cannibalismo, con il suo eroe mangiato vivo da personaggi che sono metafore delle persone che Quine considera responsabili della distruzione della sua carriera». Un libro che si scorda facilmente, ma ti intrattiene.