LIBRI: FLAIANO

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images3IYCQPYVTempo di uccidere è l’unico romanzo di Ennio Flaiano. Fu scritto su invito di Leo Longanesi e venne pubblicato nel 1947. Nello stesso anno vinse il premio Strega.Tempo di uccidere è un romanzo dall’atmosfera surreale, che narra le vicissitudini di un ufficiale per nulla ligio al dovere che, durante l’invasione italiana dell’Etiopia, ha una relazione con un’indigena dal turbante che finirà per uccidere accidentalmente mentre i due si trovano in una zona desertica. Ottiene quindi una licenza di un mese per curare il mal di denti, ma nel viaggio sull’altipiano vede delle ragazze con un turbante analogo e gli viene spiegato da un collega che esse sono delle lebbrose, quindi intoccabili. Angosciato dal dubbio si reca da un medico, non per farsi visitare con il rischio di un lungo ricovero in un luogo così inospitale, bensì per aver informazioni sulla malattia. Trova poi un libro che descrive con esattezza le condizioni della sua mano, convincendolo di essere stato contagiato. Impaurito, anche per via di una possibile denuncia da parte del sospettoso medico, cerca di sparargli ma sbaglia mira e scappa convinto ormai della denuncia. Fugge così fino a Massaua, porto da cui le navi salpano per l’Italia, ma il terrore di essere fermato per quanto accaduto con il medico lo induce a nascondere la sua identità, cercando un imbarco clandestino, per il quale però non ha abbastanza denaro. Fa così la conoscenza di un maggiore arrichitosi con commerci non proprio legali, e lo segue nel viaggio verso l’altipiano. Durante il tragitto però trova il modo di derubarlo e sceso a terra, prima di prendere la sua strada, di svitargli il dado che regge la ruota, in modo da liberarsi di lui senza possibilità di essere accusato. Il piano però sembra non riuscire e il camion continua la sua corsa, gettando il soldato nella disperazione: non solo la denuncia del medico, ora anche quella del maggiore per furto. Decide così di vagare per la boscaglia, trovando rifugio in un piccolo villaggio dove un vecchio, Johannes, custodisce i suoi morti. Lì – dopo un inizio difficile e scontroso – i due iniziano a sopportarsi fino a che il vecchio non curerà le piaghe del soldato, e questo, ormai stanco, deciderà di tornare al comando per costituirsi. Ma arrivato lì, racconta la sua storia scoprendo che nessuno l’aveva denunciato, e che essendo la sua licenza scaduta solo da poco, non è da considerarsi disertore. E con gli altri soldati prende la via del ritorno in patria, tormentandosi per quelle denunce che si sente di meritare. Una storia che merita di essere letta, su cui poter riflettere!