LIBRI: COOPER

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image_book (4)E dopo grande attesa, ho avuto modo di leggere l’ultimo libro che esce dall’abile penna di Gleen Cooper. Il libro intitolato “Il calice della vita”, – forse dalla trama non originalissimo – racconta della ricerca del Santo Graal, in stretta connessione con la vita di Gesù, di Excalibur e della storia di Re Artù. Il libro ci introduce fin da subito la figura Thomas Melory, cavaliere realmente esistito nel XV secolo, che si trova rinchiuso per accuse mosse contro la sua persona in un prigione, e che ha deciso di incominciare a scrivere e di lasciare il più grande lavoro mai compiuto, su una figura – ambigua e complessa – del el Santo Graal e di tutto ciò che ne ruota attorno. Il romanzo è costituto da due sequenze temporali diverse: quella del passato, in cui il cavaliere attraverso le sue gesta e le sue parole ci ricostruisce pian piano la genesi della storia, e quella moderna, in cui appare il vero motore della storia, il protagonista – che renderà vivo tutto il romanzo -, Arthur Melory, che non è altro che il diretto discendente del cavaliere. Anthony è un uomo di successo, con una spiccata passione per i reperti storici, tantoché si diletta frequentemente nella ricerca di oggetti preziosi con il suo inseparabile metal detector. La sua sembra una vita semplice, senza tanti problemi, fin quando il suo migliore amico, nonché abile ricercatore viene ucciso. Sembra che si stato ucciso proprio dopo aver ricevuto una telefonata in cui gli si riferisce di aver fatto una sensazionale scoperta, che potrebbe portare una svolta nelle loro ricerche. Stessa sorte sta per capitare anche ad Anthony, lui è un altro bersaglio della setta – che per altri motivi, forse opposti ai loro -, si sta interessando alla ricerca del Graal e al suo potere incommensurabile, ma per fortuna riesce a scampare ad un incendio provocato da una molotov nella propria abitazione. Le ricerche sembrano prendere una svolta in Palestina, lì in quel posto dove Gesù bevve dal calice nell’Ultima Cena, qui sarà aiutato da una donna – che provvidenzialmente entrerà nella sua vita (?) – Claire, di cui si innamorerà e che l’aiuterà nelle indagini. Confrontandoci con epoche diverse, con una miriade di personaggi – talvolta realmente esistiti, talvolta frutto della fantasia – si farà chiarezza sull’enigma del romanzo, cioè il corpus centrale del romanzo: il calice della vita, ovvero il Santo Graal. Fondendo elementi di chimica, di fisica, di esoterismo, di alchimia, con la sete di prevalsa dei vari regnanti nei vari periodi storici, toccando la terra di Gaudì, le battaglie degli inglese contro i francesi, sfiorando le terre italiane Cooper ancora una volta costruisce una romanzo intenso, vivo, carico di suspance che non risulta banale – visto la mole di scritti sull’argomento -, anche se però non posso dire – onestamente – che è il suo libro migliore. Per tutti i fan dell’autore un libro da leggere, anche perché gli intrecci che lui sa ben ricreare sulla carta difficilmente si trovano in altri scrittore del panorama letterario.