LIBRI: CARLSSON

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978-88-541-2666-4Vero e proprio caso letterario in Svezia, Lo strano caso di Stoccolma è l’esordio fulminante del giovanissimo Christoffer Carlsson: un thriller psicologico che colpisce al cuore, una storia di segreti e ambiguità, ambientata negli oscuri meandri della capitale svedese.
Vincent, giovane tossicodipendente e spacciatore, trascina i suoi giorni, stretto nell’abbraccio mortale della morfina, in uno squallido appartamento nei bassifondi di Stoccolma. La sua triste routine viene scossa quando il suo amico Marko gli lascia in casa una ragazza legata e bendata, picchiata a sangue, di cui Vincent non sa nulla tranne il nome: Maria Magdalena. A poco a poco tra i due giovani nasce un’inaspettata complicità… Il desiderio di salvare la sconosciuta porterà Vincent a lottare disperatamente contro la brutale violenza del mondo che lo circonda e lo costringerà a guardare in faccia, per la prima volta, un passato oscuro che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Ma fino a dove dovrà spingersi per scoprire il segreto della ragazza venuta dal nulla?
Un libro molto bello perché non è il solito thriller – o meglio forse per me si colloca più sul noir – superficiale, ma nell’evoluzione della storia è intenso, rende partecipe il lettore, trasuda vita in ciò che racconta. Non si narra di qualcosa che esiste solo in un mondo immaginario, ma ci si scontra con le logiche, con le difficoltà, con i problemi (su tutti la sua famiglia), con le contraddizioni del reale. Il lettore diviene partecipe pagina dopo pagina della vita di questo ragazzo Vincent, che uscito di prigione rincontrerà il suo vecchio amico Marko che gli dice di vigilare su una donna segregata nella sua casa. Chi è questa donna? Cosa c’è dietro a questo sequestro? Che ci sia dietro quel magnate di Pastor? (che tiene le fila la criminalità di tutta la Svezia). Si legge anche della toponomastica di tutta la Svezia, dei luoghi di spaccio, degli alberghi occasionali, della crescita di Vincent tra amori e disamori. Ho molto apprezzato richiami e riflessioni anche sull’attualità come:
«Il concetto di malavita e le inerenti considerazioni mi disturbano sempre. La malavita non è il buio che inizia dove finiscono le luci della città e i poliziotti di pattuglia. Non è un luogo oscuro del mondo. La malavita è una bella donna di mezza età con un bel visino e una borsetta di lusso. Si muove in mezzo a uomini che portano occhiali da sole neri, uomini influenti con ventiquattrore piene di soldi e di contratti, e nella borsetta tiene una scintillante rivoltella d’argento. Quando incontra qualcuno esibisce sorriso rosso sulle labbra, e con due unghie ben curate apre la borsetta con freddezza e decisione.
Si misura con chiunque: istituzioni, imprese grandi e piccole, persone di ogni ceto. Calma, lucida e sensuale. Sussurra promesse, adesca e conclude contratti durante cene costosissime e aperitivi, in letti d’albergo quando cala il buio. Non è dato distinguere né limitare la sua influenza. In una sala conferenze si confonde tra la gente. E’ capace di grandi favori. La rivoltella d’argento si intuisce soltanto, visibile eppure invisibile nella borsetta aperta poggiata sul tavolo.
Tutti ottengono denaro, informazioni e potere l’uno dall’altro, non c’è più nulla di certo. Così va il mondo e così continuerà ad andare. E io non sono altro che ciglia posticcia che si è staccata da un occhio della malavita e che continua a restare aggrappata alla sua guancia».
Un libro a cui non do il pieno dei voti solo perché tra una pagina e l’altra ho rilevato qualche ripetizioni di troppo di alcuni termini, ma per il resto è impeccabile. Ho apprezzato inoltre anche le note a piè di pagina, che danno una maggiore chiarezza al lettore.
Un libro da leggere, e una piacevole scoperta tra gli autori svedesi, che personalmente amo molto. Dopo Stieg Larsson, Carlosson per me si aggiunge tra gli autori che non possono non essere letti tra gli svedesi.

Trailer del libro: https://www.youtube.com/watch?v=0UaaISB0Bfc