LIBRI: BISOTTI, SEPÙLVEDA

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1“Spesso ci ubriachiamo di impegni per non ritrovarci faccia a faccia con noi stessi, in un mondo in cui sembra non ci sia più spazio per i sentimenti, se non per quelli, disinvolti e virtuali, che si mettono in piazza sui social network. Per questo ‘Foto/grammi dell’anima’ è un piccolo miracolo. Perché ci sprona ad abbandonarci alle emozioni e ci fa capire che è comunque preferibile vivere accettando le nostre libere imperfezioni piuttosto che farci uccidere dalla paura del fallimento”. Un raccolta di nove racconti che come dal titolo del libro sono proprio dei foto/grammi dell’anima, stati d’animo, emozioni, sensazioni, esperienze, tutto all’insegna della propria ricerca interiore, della propria compattezza sensoriale. Bello, anche se ho decisamente preferito l’altro suo libro: “La luna blu. Il percorso inverso dei sogni”. Questo libro mi è sembrato di minore spessore, anche se ben fatto. L’autore ricorre a molte metafore e similitudini, attinge sia al mondo animale, che propriamente umano, per cercare di far riflettere, di spingere a trovare e percorre un proprio sentiero, che poi è quello della vita che non è mai come veramente te l’aspetti.

 

 

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Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico è un romanzo di Luis Sepúlveda del 2012 ambientato nella città tedesca di Monaco di Baviera.  È il racconto di come un’amicizia possa essere instaurata e mantenuta a dispetto del pregiudizio e della diversità. A Monaco di Baviera un gattino (Mix) e un bambino (Max) instaurano un profondo legame di amicizia. I due crescono insieme e, quando Max diventa un giovane uomo lo porta a vivere con sé. Ma il suo lavoro lo costringe a rimanere molto tempo fuori casa. Mix, che ormai ha raggiunto una certa età ed è diventato cieco, trascorre molto tempo in solitudine nella speranza del rientro a casa del suo padrone e facendo la guardia alla dispensa, anche se lui un topo non l’ha mai visto in vita sua. Un giorno però, mentre dorme, sente dei passetti leggeri: è un topo che va dritto dritto a minacciare la sua “fortezza”.Con una zampa immobilizza il topino, ed anziché ucciderlo, inizia a conversarci ed alla fine acconsente affinché il topo possa mangiare il muesli che a lui tanto piace. Il giorno successivo il topo estrena al gatto la sua tristezza più grande, ovvero quella di non possedere un nome: Mix, gli propone il nome Mex che al topo piacque moltissimo. Da quel giorno diventano amici inseparabili. Mix gli permette di avere accesso al cibo e in cambio Mex gli descrive il paesaggio circostante e gli fa compagnia. Però, un giorno Max, insospettito dal disordine creatosi nella dispensa e su indicazione di Mix, scopre il topo nel suo nido. Intuisce subito l’amicizia tra i due e capisce il bisogno che ha Mix di una compagnia. Da quel giorno nasce un’amicizia a tre. Vari fatti si susseguono: Mix e Mex sventano un furto in casa, volano complici tra i tetti e si divertono. Qualcuno giura di aver visto un gatto dal profilo greco e un topo che guardavano il tramonto.

L’incipit racchiude tutto il senso del libro: “Potrei dire che Mix è il gatto di Max, oppure che Max è l’umano di Mix, ma come ci insegna la vita non è giusto che una persona sia padrona di un’altra persona o di un animale, quindi diciamo che Max e Mix, o Mix e Max, si vogliono bene”. Un racconto sulla lealtà, sull’amicizia, sulla diversità che valorizza.