LIBRI: BIGNARDI

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$_1L’amore che ti meriti è il nuovo libro pubblicato da Daria Bignardi, che oltre ad essere autrice e conduttrice televisiva, con questo quarto libro – preceduto da Non vi lascerò orfani, Un karma pesante, L’acustica perfetta – si conferma anche come una vera scrittrice. Il libro ruota tutto attorno ad una morte, nella città di Ferrara, tra le strade e i vicoli – oltre che il passato – estensi di bellezza e arte imparagonabili. La protagonista/detective è Antonia, figlia di Alma, che scopre di avere uno zio che non aveva mai conosciuto, scomparso negli anni dell’adolescenza per colpa di gioco sbagliato, di un gioco fatale, di una stupida trasgressione. Il motivo di questa scomparsa è l’eroina, lo zio Marco detto Maio, si era bucato per gioco, non essendo veramente consapevole a ciò che andava incontro; a volerlo per prima, e ad incitarlo a provare era stata Alma credendo che tutto si racchiudesse in un semplice episodico evento. E da qui comincia la disgregazione familiare: «Se non fosse stato per la mia idea insensata, mio fratello sarebbe vivo e probabilmente anche i miei genitori. Mio padre rimbambito e mia madre acciaccata, ma vivi. Si sarebbero trasferiti in campagna e qualche volta li andremmo a trovare. Pranzeremmo al sole e cammineremmo sull’argine coi cani. Antonia avrebbe avuto dei nonni e dei cugini, io una vita diversa. Maio non avrebbe mai trovato il coraggio di bucarsi se non l’avessi proposto io, ne sono certa: non è una fissazione, è una consapevolezza. Lui non decideva niente, mi seguiva in ogni cosa, si fidava di me. Tutti si fidavano di me. Ho rovinato tutto, e mi merito l’inferno che ho vissuto istante per istante». Intanto Antonia, è ferma e decisa a fare luce su questa scomparsa, a capire in modo chiaro una volta per tutte cosa sia veramente successo; Antonia è incinta di un bambina – o meglio tutti vogliono credere che sia una bambina –  ed è impegnata con il commissario Leo Capasso – di dieci anni più grande di lei – così decide di partire da Bologna per Ferrara per indagare su questa triste storia, che anche la storia della sua famiglia. Attraverso queste indagini conoscerà un altro ispettore di polizia, molto disponibile e dall’aria molto affascinante, che l’aiuterà a far chiarezza sulla scomparsa di Maio. Antonia oltre alle indagini impara a conoscere la città, tra le vie, i monumenti e i ristoranti; avrà  modo di parlare con la fidanzata dell’epoca di Maio, Michela, che gli racconterà dei particolari ed elementi molti importanti. Conoscerà anche Isabella, la figlia di Lia Cantoni e Michele – vicini di casa di Alma e Maio ai tempi del tragico evento – ebrei, che gli riveleranno un segreto che porterà ulteriori sommovimenti nell’unione familiare. Nel frattempo Leo sta vivendo momenti di alta tensione, morti su morti, la situazione sta diventando sempre più critica e preoccupante nel suo distretto, tanto che in un incidente rimarrà coinvolta anche Alma, un’infaticabile donna, dal carattere forte e risoluto, amata da tutti i suoi studenti. Un carattere indipendente, tanto premuroso e aperto a ricevere affetto dai suoi studenti, tanto distaccato e all’apparenza freddo, con Franco, quel marito – quasi succube – di questo amore. L’indagine verrà portata a termine da Antonia che in modo sapiente ha saputo con arguzia rimettere insieme tutte le fila della storia, attraverso una narrazione oltremodo interessante a voci alternate. Mi piace concludere con una poesia di Bassani riportata anche nel libro omonimo:

«Davvero cari non saprei dirvelo

attraverso quali

strade così di lontano

io sia riuscito dopo talmente

tanto tempo a tornare.

Vi dirò soltanto che mi lasciai

pilotare nel buio

da qualcheduno che m’aveva

preso in silenzio per la

mano».

Cosa è veramente successo? Maio è solo scomparso o è rimasto sopraffatto dalla dipendenza all’eroina? Daria Bignardi si conferma una bravissima scrittrice, puntuale nelle pause, nella costruzione della storia, nella sua evoluzione, e nella perfetta, ma anche delicata risoluzione.

Amo Leo anche se non ha letto Stevenson. E’ per quello che non capiva, gli avevo detto, se non leggi non capisci. «Non se lavori in Polizia» aveva risposto. «In Polizia vedi da vicino tutto quello che leggi nei romanzi: amore, tradimenti, morte.»