LIBRI: BENNETT

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LaSovranaLettriceUn bellissimo libro sul percorso evolutivo che un lettore si trova ad affrontare. Si inizia per caso, per un gioco, o per una sfida e poi ci si trova rapiti, sconvolti, avidi di parole, così come la regina si trova spiazzata sul che cosa scegliere dalla libreria ambulante: «Ci saprebbe dare un consiglio?» disse la regina. «Cosa le piace, Maestà?. La regina esitò, perché a dire il vero non lo sapeva. Non aveva mai avuto molto interesse per la lettura. Leggeva, naturalmente, ma la passione per i libri la lasciava agli altri. Era un hobby e la natura del suo mandato non prevedeva hobby. Il jogging, il giardinaggio, gli scacchi, l’alpinismo, l’aeromodellismo, la decorazione delle torte… No. Gli hobby implicavano predilezioni e le predilezioni andavano evitate; prediligere significava anche escludere. Quindi lei non prediligeva. Il suo mandato le richiedeva di manifestare interesse, non di provarlo. Inoltre, leggere non era agire, e lei era una donna d’azione». E ancora si sviluppa la sua cartina letteraria di storie, oltre che di autori, come: «[…] Inseguendo l’amore si rivelò un’ottima scelta, a suo modo determinante. Se Sua Maestà si fosse orientata su un altro macigno, per esempio un romanzo giovanile di George Eliot o uno degli ultimi di Henry James, nella sua qualità di novizia avrebbe potuto scoraggiarsi per sempre e la faccenda si sarebbe chiusa lì. Avrebbe pensato che leggere era un lavoro». Per arrivare a scardinare – attraverso la lettura, e quindi il suo amore – l’intera corte, tutte quelle becere consuetudini, di uomini troppo presi da una loro mansione di prestigio e troppo poco involuti per riuscire a capire quanto c’è di bello nella lettura, e quanto c’è di magico – se si riesce a fare questo passo – nella scrittura. Perché scrivere è raccontare sempre una parte di noi, e leggere è aprirsi alla vita, e vivere vite altre.

«[…] Certamente, disse la regina ma ragguagliare non è leggere. Anzi, è l’esatto contrario. Il ragguaglio è succinto, concreto e pertinente. La lettura è disordinata, dispersiva e sempre invitante. Il ragguaglio esaurisce la questione, la lettura la apre».