CITAZIONI

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images0TTJORX2“A noi tutti piace parlare: con noi stessi, con gli amici, con i colleghi…Allo stesso modo, ci piace anche ascoltare le nostre parole e quelle pronunciate da altri. Inoltre, noi comprendiamo al volo il senso delle frasi che ci vengono rivolte nella nostra lingua madre. Siamo talmente abituati a tutto questo da non accorgerci che il nostro linguaggio porta in sé un tipico ritmo, un movimento sonoro armonico. Le sue regole grammaticali non rappresentano soltanto dei vincoli formali per la costruzione delle frasi. Esse contribuiscono, come gli strumenti di un’orchestra, a dotare del linguaggio di un andamento sinfonico del tutto particolare. E’ un ritmo naturale caratteristico di ogni lingua di questo pianeta. Certo sopra di esso si sono depositati dei sedimenti culturali, ma di fondo resta comunque un ritmo che ci ha regalato l’universo. Esso può essere percepito soprattutto dai parlanti di quella particolare lingua. Non sempre, invece, lo cogliamo quando ascoltiamo un parlante che non sappiamo comprendere. Talora, infatti, ci pare di sentire qualcosa di stonato nelle sue frasi. Ora sembra un tono troppo duro, ora troppo lezioso. Ma è una sensazione sbagliata: perché in modo implicito confrontiamo il ritmo familiare proprio della nostra lingua con quello a noi in qualche misura estraneo di un’altra lingua. Questo contribuisce a spiegare perché se traduciamo un sonetto o una tragedia di Shakespeare in italiano (per esempio il Macbeth) oppure un canto della Divina Commedia di Dante in tedesco, qualcosa va inevitabilmente perduto. E tale «qualcosa» non è soltanto la pienezza di significato delle parole: ma anche, e forse soprattutto, la musicalità della lingua originaria. E questo vale tanto per la poesia quanto per la prosa. Infatti, ogni frase porta con sé un alone musicale che il parlante percepisce, quasi senza accorgersene, anche quando pronuncia o ascolta i vocaboli più normali. Non dobbiamo sorprenderci, dunque, se troviamo nello scritto di un filosofo e logico di prima grandezza come Ludwig Wittgenstein un’espressione di questo tipo: «il comprendere un enunciato è molto più simile di quanto sembri a prima vista a ciò che nella realtà accade quando noi comprendiamo una melodia». […] Il linguaggio rappresenta uno dei più importanti veicoli naturali del senso dell’armonia e della musicalità. E anche in questo caso, «armonia» significa bellezza.

Da [Schopenhauer a cura di Maurizio Zani]