CITAZIONI

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imagesKPQ3YSDF“[…] anche nell’amore egli distingue tra apparenza e realtà. E’ solo l’apparenza, secondo lui, quella che ci fa rappresentare l’amore sotto il profilo romantico, come un sentimento che prescinde da qualsiasi attrazione sessuale. Una simile concezione dell’amore è solo una costruzione storica e sociale: un modo forviante di interpretare l’amore, perché conduce a idealizzare l’amato, trascurando tutti quei tratti della persona che ne fanno un soggetto unico e particolare. L’amore romantico, nonostante le apparenze, è un amore costruito sui pensieri: si vuole che la persona abbia proprio quei caratteri che noi amiamo, quegli aspetti della personalità che noi riteniamo migliori in assoluto. Insomma, è una costruzione mentale che, come tutti gli edifici mentali, ci impedisce di accedere a una dimensione più ampia: quella dell’energia cosmica che attraversa ogni cosa. Insomma, l’amore romantico crea un mondo artificiale e illusorio, tutto razionale, da cui la passione sessuale, Eros, viene indebitamente esclusa. Schopenhauer, invece, coglie nell’amore una forza universale della natura che ci fa andare oltre noi stessi: oltre i nostri pensieri e le nostre aspettative. Ci trascina nel desiderio perché fa leva innanzi tutto sul corpo, quel corpo che rappresenta la cerniera tra l’individuo (il microcosmo) e la natura, la volontà (il macrocosmo). Quindi, l’apice della vita emozionale si raggiunge quando si lascia libero Eros di esprimere se stesso senza porsi domande. In quel momento ci sentiamo parte di un Tutto, e siamo pervasi dall’energia dell’universo: letteralmente trasportati fuori dallo spazio e dal tempo. Non ha senso, dunque, chiedersi che cosa sia l’amore e dove ci porta. Non ha senso ricoprire l’amore di pensieri. Lasciamogli tutto ciò di cui necessita, e allora ci sentiremo davvero bene”.

Da [Schopenhauer a cura di Maurizio Zani]