CITAZIONI

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“Ora ve lo spiego. Sapevo che ad Auschwitz i detenuti venivano trattati  peggio delle bestie, però non avevo idea di cosa fossero realmente i vari  campi in cui si trovavano gli ebrei; né che Auschwitz I, a ovest delle nostre  baracche, fosse il peggiore campo di sterminio fino alla costruzione, ancora  più a ovest, di Auschwitz-Birkenau, che ridefinì il concetto stesso di  sterminio su scala industriale. A quel tempo non sapevo che Auschwitz III Monowitz,  il campo confinante con il nostro, era il meno letale, sempre  parlando in termini relativi. Sapevo solo che gli ebrei mi morivano davanti  agli occhi, e che quelli troppo deboli per lavorare venivano fatti fuori. Guardando i loro volti, con le guance scavate e le orbite infossate nel cranio, sembrava che di loro non fosse rimasto nulla. Erano stati privati di  ogni emozione e sentimento con la violenza. Dovevo vedere con i miei  occhi quale fosse la causa di tutto questo. E per farlo, dovevo andarci di  persona. Molti di loro ci imploravano, se mai fossimo riusciti a fare ritorno a casa,  di raccontare al mondo ciò che avevamo visto. Gli uomini a righe sapevano  bene quale fosse il destino in serbo per tutti loro. La prova era nel tanfo che  usciva dai crematori. E sì, anche noi avevamo sentito le voci che giravano a proposito delle camere a gas e delle selezioni, ma io non potevo  accontentarmi delle dicerie. Le parole “congettura” e “ipotesi” non  appartengono al mio vocabolario. Se anche non avevo cognizione delle  differenze esistenti tra un campo e l’altro, dovevo scoprire a tutti i costi  cosa stesse trasformando quegli esseri umani in ombre. Volevo vedere il più possibile.  Doveva esserci una spiegazione, e confidavo che in futuro si sarebbe fatta giustizia.  Malgrado la mia impotenza, anch’io potevo fare qualcosa, e proprio per  questo non potevo chiudere gli occhi. Non era granché, ma se fossi riuscito  a entrare, se solo avessi visto, avrei potuto portare la mia testimonianza”.

 Da [Auschwitz – ero il numero 220543 di Denis Avey e Rob Broomby]