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«Coloro che in antico hanno raggiunto l’unità:

Il cielo, raggiunta l’unità, divenne chiaro.
La terra, raggiunta l’unità, divenne tranquilla.
Gli spiriti, raggiunta l’unità, divennero potenti.
Le valli, raggiunta l’unità, divennero piene.
Tutte le creature, raggiunta l’unità, divennero vive.
I principi feudali, raggiunta l’unità, rettificarono l’impero.
La causa di tutto questo è l’unità.

Se il cielo non avesse ciò per cui è chiaro, temerei che si lacerasse.
Se la terra non avesse ciò per cui è tranquilla, temerei che si sollevasse.
Se gli spiriti non avessero ciò per cui sono potenti, temerei che cessassero.
Se le valli non avessero ciò per cui sono piene, temerei che si esaurissero.
Se tutte le creature non avessero ciò per cui sono vive, temerei che si estinguessero.
Se i principi feudali non avessero ciò per cui sono stimati (ed) eminenti, temerei che cadessero.

Poiché il nobile ha per radice il vile, l’alto ha per fondamento il basso, i principi feudali chiamano se stessi «orfano», «derelitto» «indigente». Questo perché considerano l’infimo come radice. Non è forse così? Poiché la gloria suprema, è senza gloria, non vogliono essere preziosi come giada ma insignificanti come ciottoli».

Da [Il libro del Tao di Tao-Teh-Ching]