I LIBRI DI LILA MARINELLI

Standard

RECENSIONE:

“E’ difficile intuire il pensiero; difficile codificarlo. Il silenzio è poi un alleato imparagonabile, un sicario fedele che non lascia tracce. Ma per quel poco che il pensiero e il silenzio si sono sciolti nell’arcobaleno di un sorriso, per quell’attimo, in quel preciso istante, che nessuno potrà cancellare, il difficile si è trasformato in semplice e non c’è modo per tornare indietro…”
Così recita la quarta di copertina.
Un racconto che è diviso a sua volta in racconti, che però seguono lo stesso filo narrativo: la vita di una donna che lotta ogni giorno per non decadere sotto l’incombenza di uno studio troppo insicuro e di una vita beffarda che come un vento soave ama scarmigliarle gli stati d’animo.
Tina è una donna come tante, è una donna che deve combattere contro l’invidia del mondo, è una donna che nutre profonda insicurezza negli altri, anche se poi puntualmente rimane intrappolata, per poi essere abbandonata. E’ una fuggitiva, e una temeraria. Non ha peli sulla lingua, anche se spesso ama interiorizzare piuttosto che esternare il proprio pensiero, in bilico tra uomini che non riescono ad entrare in armonia con lei.
Troppo acuta per trovare il suo spartito da scrivere insieme?
Forse troppo esatta lei per gli altri, che sfuggono sempre, illudono, creano false aspettative. “[…] Spero che la vita gli abbia insegnato che cosa significa provare un sentimento vero, quello profondo, quello indelebile, quello scandito, quello tagliato con la precisione dal metronomo color caffelatte. Quello è l’amore profondo, quello che io ho cercato di donargli in modo incondizionato, senza chiedere nulla in cambio, con il cuore aperto, non certamente quello che lui non ha tentato di…capire”.
Lei come la musica, e i suoi spartiti sembra abbracciare il mondo, vivere come un pesce di mare sempre con gli occhi aperti, quasi avida di non perdersi nulla, di essere esclusa dagli attimi della vita che ti tolgono il fiato, ma a volte fanno anche tanto male.
Lo stesso male che curerà nei libri, nelle parole, nelle e-mail disordinate, nei giri immensi di parole che si intrecciano per poi perdere la loro linearità. Lei come una fragola e il suo tempo, colorata, briosa, unica ed inconfondibile, non per tutti, e limitata nel vivere. Lei una donna ossigeno che abbocca perennemente nelle provvisorie felicità, e intanto spera, spera, navigando con le sue gambe, e con le squame nascoste in una felicità perenne.

 

RECENSIONE:

“Le persone tornano infinite volte, non rendendosi conto che bastava restare una sola volta”.

Questo frase potrebbe riassumere l’opera seconda di Lila Marinelli, che in “[email protected]” sembra proseguire e dare continuità alla vita di Tina che la ritroviamo di nuovo come una mina vagante persa tra le sue mille incombenze.

Sempre alle prese con l’esame di Stato per l’abilitazione a Giurisprudenza, e a combattere con amori assenti, bolle di sapone che sembrano ricomparire, per poi dissolversi all’improvviso. Nuove figure si stagliano all’orizzonte, sempre in quella stessa libreria, e promettendo un tè caldo che ormai all’autrice, e alla donna protagonista sa quasi di inganno, di finzione, di beffa. L’amore è  quello che non ti aspetti, e che entra nella porta di casa senza neanche bussare. L’amore molesto, solitario, pervasivo, che ti entra dentro, e tu te ne accorgi solo quando ormai sei fregato/a completamente. Vecchie figure sembrano disegnare da lontano nuove speranze che come quelle antiche bolle di sapone si rivelano solo e soltanto riempimento, contenuto di un’esistenza vuota, che ricerca l’oltre, ma che capisce che oltre non c’è nulla, non c’è niente, se non noi stessi con i nostri patemi, e le nostre sofferenze. Delle e-mail fanno da cardine a tutto il libro, insieme a dei messaggi su Faceboook. Di nuovo Tina dà la prova che le cose belle sono frutto di un ingegno inaspettato, e puoi aspettarle tutta la vita, ma sono solo loro a decidere quando arrivare per riempire le tue fratture ormai bruciate dal tempo che scorre: bianco, placido, soffice, come la panna sulle fragole del tempo che passa.