LIBRI LETTI: LAHIRI

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Jhumpa Lahiri è una scrittrice statunitense di origine indiana, L’interprete dei malanni è il suo primo libro ed è in forma di racconti.
Confessarsi a turno quello che non avevano mai osato dirsi: è il gioco scelto da Shoba e Shukumar per trascorrere le serate al buio durante una temporanea interruzione dell’energia elettrica. Dopo la morte del figlio appena nato, si evitano con abilità, lui davanti allo schermo del computer, lei nascosta dietro barricate di bozze da correggere. Shukumar scambia la momentanea vicinanza per un’occasione di riconciliazione: ma non è così…
Studiava appassionatamente lingue straniere, collezionava dizionari: sognava di diventare l’interprete di diplomatici e dignitari. Finito a fare l’interprete a un medico che non parla il Gujurati, il signor Kapasi si illude di trovare comprensione in una giovane turista; lei non ama il marito, né i figli, ha già perso ogni curiosità per la vita, e immagina a sua volta di ottenere da lui un rimedio miracoloso al proprio disagio…
Persone spaesate, lontane dalle terre d’origine, soprattutto lontanissime le une dalle altre, pronte a inventarsi un prossimo su misura.
Nove racconti che hanno in sé ogni singolo elemento che caratterizza la scrittrice, con temi come: la lontananza – non solo fisica –, la diversità, l’incomunicabilità, l’identità, la solitudine, la cultura d’appartenenza e di acquisizione, il tutto narrato con uno stile semplice, diretto, incisivo, con forti elementi che richiamano il quotidiano, facendo sentire il lettore mai estraneo.